Dermatite allergica da tessuti: quali sono le cause e come prevenirla

Dermatite allergica da tessuti: quali sono le cause e come prevenirla

Il settore dell’abbigliamento ultimamente sta vivendo una piccola rivoluzione per adeguarsi ai nuovi standard della moda che ha intrapreso la strada “green” per proteggere maggiormente il nostro pianeta. Questa svolta non ha solo motivazioni ecologiche, ma anche economiche e di salute.

Il cotone biologico sta infatti prendendo sempre di più il posto di tessuti sintetici che richiedono una maggiore lavorazione e che, a causa delle sostanze chimiche e allergizzanti contenute, possono provocare irritazioni, arrossamenti e addirittura dermatiti allergiche da tessuti nelle persone con pelli particolarmente delicate e sensibili.

Quali sono i tessuti e le sostanze chimiche che provocano allergie?

I tessuti sintetici vengono prodotti in laboratorio tramite la sintetizzazione di sostanze chimiche che possono provocare allergie.

Tra questi rientra il nylon, utilizzato soprattutto per la produzione di collant, vestiti, costumi da bagno e biancheria intima e lo spandex, che si trova nei leggings, nelle tute sportive elasticizzate, nelle coppe del reggiseno, nelle maglie elasticizzate e addirittura nei pannolini.

Nell’arredamento e nei tessuti è molto diffusa la gomma, che pure rientra tra i tessuti sintetici che possono provocare dermatiti e irritazioni. Sempre nell’arredamento troviamo le fibre di vetro che risultano potenzialmente pericolose per chi ha una pelle molto delicata.

Bisogna poi considerare che durante la produzione di tessuti artificiali vengono impiegate sostanze chimiche e molto aggressive, come il solfuro di carbonio e la soda caustica. Tra le sostanze che possono provocare allergie ci sono i coloranti, le resine, i mordenti, gli sbiancanti, i candeggianti, i biocidi, i funghicidi e gli alghicidi.

Infine anche i detersivi e gli ammorbidenti, che contengono sostanze chimiche, rischiano di non essere eliminati completamente durante il lavaggio e si depositano sulle fibre, per poi entrare a contatto con la pelle che li assorbe.

Come diagnosticare un’allergia da tessuti?

Se dovessero verificarsi irritazioni, pruriti e arrossamenti continui, accompagnati da bolle, chiazze o puntini rossi, è opportuno rivolgersi ad un dermatologo che, dopo un’accurata anamnesi, avrà un quadro più chiaro della situazione. Una volta conclusa l’anamnesi il medico può richiedere degli esami per un’analisi ancora più approfondita.

Tra i più indicati c’è il Patch test, che consente di individuare quali sostanze hanno provocato la reazione allergica. Tramite dei cerotti, appunto patch, viene applicata una piccola quantità di sostanze da testare direttamente sulla pelle. Tra le 24 e le 72 ore bisogna rimuovere il cerotto, dopodiché è possibile verificare se è presente un’infiammazione allergica della cute.

Il meccanismo è più o meno simile al Prick test, che prevede l’applicazione delle sostanze da testare direttamente sull’avambraccio, dove viene effettuato un piccolo graffio per favorirne la penetrazione. È possibile ottenere una risposta dopo appena 20 minuti, anche se questo test risulta meno efficace rispetto al Patch test almeno per quanto riguarda l’individuazione di allergia da tessuto.

C’è poi il Prist test che prevede un prelievo di sangue che viene poi controllato per verificare l’eventuale presenza di anticorpi, le immunoglobuline IgW, responsabili delle reazioni allergiche. Questo test può dire se è in atto una reazione allergica, ma non è in grado di specificare quale sostanza l’ha scatenata.

Come prevenire la dermatite da tessuti?

Per prevenire l’allergia da tessuti per prima cosa è opportuno rifare il proprio guardaroba e dotarsi di capi d’abbigliamento biologici e soprattutto di intimo cotone biologico, che trattano con estrema delicatezza la pelle e la fanno traspirare meglio. A tal proposito è importante scegliere capi d’abbigliamento dotati di tutte le certificazioni necessarie.

Oltre ai capi d’abbigliamento è consigliabile prestare attenzione anche ai tessuti della biancheria da casa, come federe, lenzuola e asciugamani. Bisogna poi seguire una serie di regole relative all’igiene intima, come l’utilizzo di creme naturali e saponi per l’idratazione della pelle, una corretta alimentazione ricca di vitamine e l’uso di biancheria preferibilmente bianca e traspirante.

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